Strutture e rivestimenti parametrici diventano linguaggio espressivo in un progetto che esplora la materia, il tempo e lo spazio attraverso geometrie generative. L’alluminio prende forma, si piega e si modula, restituendo un’architettura sensibile, dove il digitale diventa esperienza fisica.
Progetto e contesto
Il Resto dell’Alba – un progetto inedito studiato appositamente per gli spazi del museo MAN di Nuoro, nato da un confronto teorico fra l’artista Patrick Tuttofuoco, la curatrice museografa Maddalena d’Alfonso e l’architetto Giovanni de Niederhäusern, vicepresidente di Pininfarina Architecture – è un’opera avvolgente che interpreta la nuova frontiera del virtuale dando un corpo fisico all’ipertecnologia del digitale.
Nel dialogo tra arte, architettura e museografia, si è voluto proporre al pubblico un’esperienza personale, in cui la dilatazione del momento dell’alba cristallizza uno stato di attesa, un tempo sospeso e pone l’osservatore di fronte a quesiti su un futuro sempre più innaturale ma nell’ottica di una reciprocità virtuosa fra natura e tecnologia. Fra passato e futuro, il visitatore incarna il presente. Il paesaggio museografico desunto dall’immaginario digitale del metaverso fa percepire il fascino del disagio di essere troppo vicini al sole. Una sensazione che genera la riflessione su grandi temi comuni e attuali, da affrontare con urgenza sempre maggiore: dai più evidenti, relativi al cambiamento climatico, a quelli di ricerca sul design di supporto alla riduzione degli sprechi e sulle materie prime.
Lavorazioni
L’ambiente progettato con strumenti di design parametrico di tipo generativo è stato interamente realizzato in alluminio tagliato con una tecnica denominata mesh clustering, per ottimizzare l’uso del materiale, la realizzazione a controllo numerico e l’assemblaggio a secco. Questo ha consentito, a fine mostra, di disallestire l’opera e riutilizzare il materiale nella filiera del riciclo.
Il ruolo di Nieder
Nieder dapprima si è occupata, nel suo laboratorio, della lavorazione delle lastre, apportando il proprio contributo, grazie all’impiego di specifici macchinari, con l’aggiunta di un’ulteriore piega ai moduli di alluminio in grado di esaltare la tridimensionalità dell’installazione; infine, forte della expertise delle sue maestranze nell’attività di assemblaggio di strutture parametriche, ha realizzato il montaggio in loco.
Tutti i numeri dell’installazione immersa nella suggestiva atmosfera aurorale:
- 539 strips di alluminio naturale Prefa;
- 126.5 mq di opera;
- 3130 rivetti;
- 90 metri lineari di binari (mdf);
- 40 tubi neon dorati.